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Trigliceridi alti: cosa significa il valore nelle analisi e come si legge insieme al colesterolo

Redazione Qura

Dott.ssa Gabba · Medicina interna

Benessere

La redazione di Qura raccoglie e verifica contenuti di salute in collaborazione con i medici della rete Qura, con l’obiettivo di rendere i risultati degli esami comprensibili e utili.

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I trigliceridi sono i grassi più abbondanti del sangue e fanno da riserva di energia. Un valore alto indica che ne circola più del previsto — di solito per alimentazione, alcol, peso o glicemia, non per una malattia precisa — e non si legge da solo, ma insieme a colesterolo HDL e LDL e all’andamento nel tempo.

I trigliceridi sono i grassi più abbondanti del sangue e fanno da riserva di energia. Trigliceridi alti nelle analisi indicano che ne circola più del previsto: di solito il dato riflette alimentazione, alcol, peso o glicemia, non una malattia precisa. Il valore non si legge da solo, ma insieme al colesterolo HDL e LDL e al resto del profilo lipidico.

trigliceridi alti
I trigliceridi alti indicano che nel sangue ne circola più del previsto.

Cosa misura il valore dei trigliceridi

I trigliceridi sono il tipo di grasso più rappresentato nell’organismo. Una piccola parte è prodotta dal fegato, ma la quota che circola nel sangue dipende soprattutto da ciò che mangiamo: il corpo trasforma in trigliceridi le calorie che non usa subito e le immagazzina nel tessuto adiposo come scorta di energia.

Nel referto la trigliceridemia compare quasi sempre dentro il profilo lipidico, accanto a colesterolo totale, HDL e LDL. Si misura in milligrammi per decilitro (mg/dL) su un prelievo che va fatto a digiuno, perché dopo un pasto il valore può salire in modo marcato e rendere il risultato poco confrontabile.

trigliceridi alti sintomi
I trigliceridi alti sono spesso silenti: si scoprono solo con l’esame del sangue.

Valori di riferimento dei trigliceridi: una convenzione, non una soglia di malattia

Per i trigliceridi le fasce sono più standardizzate rispetto ad altri esami: secondo l’Istituto Superiore di Sanità un valore desiderabile non supera i 150 mg/dL. Restano comunque indicazioni di rischio, non un confine netto tra sano e malato: il significato di un valore dipende dagli altri parametri lipidici e dalla storia della persona.

Le fasce più usate negli adulti sono queste:

FasciaValore (mg/dL)Come viene letta
Desiderabilefino a 150Valore di riferimento favorevole
Borderline (al limite)150 - 199Zona di attenzione, da inquadrare nel profilo lipidico
Alti200 - 499Ipertrigliceridemia: rischio cardiometabolico da valutare col medico
Molto alti500 o piùDa gestire col medico; oltre 1000 aumenta il rischio di pancreatite

Nei bambini e ragazzi fino a 17 anni i riferimenti sono più bassi, e tra laboratori possono esserci piccole differenze legate al metodo. Per questo l’intervallo che conta per te è quello stampato sul tuo referto, non un valore generico.

Trigliceridi alti: quali fattori li fanno aumentare

Tra le cause più frequenti di trigliceridi alti ci sono un eccesso calorico abituale, un consumo elevato di zuccheri e carboidrati raffinati, l’alcol, il sovrappeso e la sedentarietà. Il fegato converte in trigliceridi sia gli zuccheri sia l’alcol in eccesso: per questo questi due fattori pesano spesso più del grasso alimentare in sé.

Un valore alto può però dipendere anche da condizioni cliniche, non solo dallo stile di vita: diabete o glicemia non controllata, ipotiroidismo, malattie renali, e più raramente forme genetiche familiari. Anche alcuni farmaci (per esempio cortisonici, diuretici tiazidici, estrogeni, alcuni betabloccanti) possono alzarli. Per questo lo stesso numero non ha un’unica spiegazione e va inquadrato dal medico.

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Zuccheri e alcol in eccesso pesano spesso più del grasso alimentare in sé.

Perché i trigliceridi vanno letti insieme a colesterolo HDL e LDL

Qui sta il punto più trascurato. I trigliceridi alti raramente sono un problema isolato: l’Istituto Superiore di Sanità ricorda che spesso si accompagnano a LDL elevato e HDL basso, un assetto tipico di insulino-resistenza, sindrome metabolica e diabete di tipo 2. È questo quadro d’insieme, non il singolo numero, a definire il rischio cardiovascolare.

Per questo i trigliceridi si interpretano insieme al resto del profilo lipidico. Alcuni clinici usano anche il rapporto trigliceridi/HDL come indicatore orientativo dell’assetto metabolico: un dato in più che legge il medico, non una soglia da calcolare da soli per autodiagnosticarsi. Lo stesso vale per il confronto con glicemia ed emoglobina glicata, spesso alterate in parallelo.

Conta anche l’andamento nel tempo: un valore stabile racconta una storia diversa da uno che sale esame dopo esame. Un singolo trigliceride mosso, senza il resto del quadro e senza il trend, dice poco. Se vuoi capire come si legge un referto nel suo insieme, parti dalla guida su come leggere gli esami del sangue.

Quando un valore alto merita un approfondimento

Non ogni valore appena sopra 150 mg/dL richiede un intervento immediato. Conviene parlarne col medico quando il valore è marcatamente alto, quando si associa a LDL elevato o HDL basso, quando coesistono glicemia alta, pressione alta o sovrappeso addominale, o quando peggiora rispetto ai controlli precedenti.

Valori molto elevati (oltre 500 mg/dL, e soprattutto sopra 1000) vanno valutati senza attendere, perché oltre al rischio cardiovascolare aumenta quello di pancreatite. In ogni caso le scelte (accertamenti, eventuale terapia, indicazioni su dieta e attività fisica) spettano al medico, che conosce la tua storia e gli altri esami.

Fonti

Domande frequenti

I trigliceridi alti danno sintomi?

Di norma no. I trigliceridi alti sono una condizione silenziosa, che si scopre solo con un esame del sangue. Eventuali sintomi compaiono solo a valori molto elevati e in genere riguardano una complicanza, come la pancreatite, non i trigliceridi in sé. Per questo lo screening del profilo lipidico è utile anche in assenza di disturbi.

Qual è il valore normale dei trigliceridi?

Negli adulti un valore desiderabile non supera i 150 mg/dL. Tra 150 e 199 si parla di borderline, tra 200 e 499 di valori alti, oltre 500 di valori molto alti. Sono fasce indicative: il significato dipende dagli altri parametri lipidici e va confermato sul tuo referto, dove è riportato l’intervallo del laboratorio.

Bisogna essere a digiuno per misurare i trigliceridi?

Sì, di solito serve un digiuno di 8-12 ore, perché dopo un pasto i trigliceridi salgono e il valore diventa poco confrontabile. È consigliato anche evitare alcol nelle 24 ore precedenti. Segui sempre le indicazioni del laboratorio: in alcuni casi il medico può richiedere la misura non a digiuno per scopi specifici.

Posso avere i trigliceridi alti con il colesterolo normale?

Sì, può succedere: trigliceridi e colesterolo sono grassi diversi e non si muovono sempre insieme. Spesso però un valore alto di trigliceridi si associa a HDL basso e a un assetto metabolico sfavorevole. È proprio per questo che il dato si valuta dentro l’intero profilo lipidico, non da solo.

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